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Carne rossa: perché fa male?

La carne rossa fa male perché contiene principalmente grassi saturi. Insomma il dubbio sulla bontà di questo alimento deve partire proprio dalla consapevolezza di doverne fare un consumo moderato. Le linee guida degli esperti, infatti, prescrivono chiaramente di non abusare, mangiandola una, al massimo due, volte a settimana (senza ovviamente eccedere nelle quantità ogni volta che la mettiamo a tavola). Un aspetto va inoltre tenuto bene in mente nel momento dell’acquisto: è fondamentale la qualità del prodotto, il modo in cui è stato allevato, macellato e conservato. Perché di sicuro provoca meno problemi al nostro organismo.
    Dal web Wikipedia

I tipi di carne rossa

Per carne rosse intendiamo vari tipi, la bovina (che include toro, manzo, vitello, vitellone), la suina (da cui va escluso il cinghiale che appartiene alle carni nere), l’equina e la ovicaprina (capretto, capra, pecora, castrato). Nell’alimentazione è consigliata per l’elevata quantità di ferro contenuta e per l’assenza di carboidrati: per questa ragione è spesso inserita nelle diete (come la Dukan). L’apporto è per lo più proteico, anche se ovviamente c’è una variazione in base a ogni tipo. Molto importante, ai fini dell’alimentazione, è il consumo delle parti, semigrasse o grasse: l’apporto calorico varia in maniera sensibile da situazione in situazione in base all’eliminazione o meno del grasso.
    Dal web Wikipedia

Perché a volte fa male la carne rossa

Quindi, tornando al punto di partenza: perché fa male la carne rossa? Una questione è relativa alla cottura: la tradizionale brace modifica le molecole dell’alimento. Insomma, la gustosa “bruciatura” che la rende così saporita non è proprio salutare.
Dal punto di vista scientifico un responsabile di possibili problemi è il ferro del gruppo eme che può provocare l’incremento di colesterolo, l’incremento di livelli di insulina nel sangue e anche l’infiammazione del tratto intestinale. Per questo motivo un uso eccessivo della carne rossa può essere associato a patologie gravi, come quelle cardiovascolari, il tumore del colon-retto e il diabete. Ma, per evitare allarmi ingiustificati, un consumo moderato non è portatore di grossi problemi.

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