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Chef italiani: Pino Lavarra

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La cucina italiana, si sa è molto famosa in tutto il mondo: salutare, equilibrata, gustosa e ricca di prodotti naturali che il nostro territorio, un po’ mediterraneo, un po’ alpino, ci offre. Tra gli chef italiani che hanno portato la nostra tradizione anche all’estero, guadagnando successo e riconoscimenti anche internazionali, c’ è Pino Lavarra.

Lo chef

Pino Lavarra è di origini pugliesi, precisamente della città di Putignano in provincia di Bari. La sua passione per la cucina nasce da bambino, quando ammirava la sua mamma, cuoca di un asilo, in cucina. Da lì ha cominciato ad amare il profumo delle pietanze, la bizzarria delle spezie e la gioia di vedere presentato in tavola un piatto preparato con ingredienti semplici, ma gustosissimi.

Già dall’età adolescenziale, Lavarra decide di fare della cucina, parte della sua vita, cosicché comincia a studiare alla scuola di catering di Castellana Grotte, in Puglia cercando di acquisire tutte le tecniche per preparare piatti locali. Affina la sua esperienza lavorando, in estate, nei vari ristoranti della Regione.

A soli 20 anni, poi, decide di dare uno spirito più internazionale alle sue conoscenze regionali e va in Germania dove lavora per due anni in un famoso ristorante di Monaco per poi spostarsi nei ristoranti dell’ Inghilterra e contribuire anche alla riapertura del ristorante “Toto’s” a Londra.

Dopo l’Europa si trasferisce in Asia, precisamente in Malesia, dove apprende la bontà della cucina del posto, studia e approfondisce l’uso delle spezie intersecandole con le sue giù avviate conoscenze italiane e inglesi. Tornato in Italia apre il ristorante Rosselinis a Ravello a Palazzo Salasso, sulla Costa Amalfitana, che ha conquistato fin’ora ben due stelle Michelin.

Cucina

Quella di Pino Lavarra è una cucina creativa che unisce le sue conoscenze innovative, tratte dalle esperienze di cucina internazionale, con quella della tradizione napoletana. Nel menù proposto da Lavarra al Rosselinis troviamo, tra gli altri piatti anche “Ravioli di totano gigante ripieni di granchio e zucchine, cremoso di patate e nocciole di ricotta e verdura secca”; “Filetto d’agnello in crosta di rose e rosolio con asparagi bianchi, specchi di patate e sugo di pomodori ed alici Cetaresi”.

I riconoscimenti
  • 2001: riceve il riconoscimento “one of the best Chef in the world” dall’American Academy of Hospitality Sciences;
  • 2001: il Rosselinis riceve la prima stella Michelin;
  • 2003: il Rosselinis premiato con una stella dalla guida Veronelli;
  • 2004: il Rosselinis riceve la seconda stella Michelin e il 100/100 per la categoria " The best by Food Europe" dalla Condé Nast raveler
Curiosità

Su Pino Lavarra e Palazzo Salasso, l’autrice Ilaria Santomanco, ha edito un libro dal titolo“Pino Lavarra e Palazzo Salasso”, in cui la prima parte è dedicata tutta alla vita dello chef, la seconda ai suoi consigli, ricette per chi ama l’aspetto culinario della vita e, perché no, vuole anche dilettarsi.

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