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Chef Rubio ad Excite: "A Cena?Mai con Benedetta Parodi, si con Antonella Clerici", l'intervista al protagonista di "Unti e bisunti"

  • Ufficio stampa programma

di Antonella Dilorenzo

I peli sulla lingua non sa nemmeno cosa siano. Gabriele Rubini, meglio conosciuto come Chef Rubio, è il nuovo protagonista teleculinario che da domenica 23 giugno potrete assaporare, soprattutto con gli occhi, su Dmax con “Unti e Bisunti”.
A volte si è definito un provocatore, altre volte cattura con il suo gran fisicaccio, e se non vi intrigherà con il baffetto alla Dartagnan, sarà pronto ad incuriosire con i suoi viaggi per l'Italia alla ricerca dei cibi di strada che hanno fatto la storia della tradizione.
Un passato da sportivo, un presente da cuoco freelance. Chef Rubio racconta il suo programma, “Unti e bisunti”, la sua professione, la sua vita. Cosa dice dei suoi colleghi Parodi, Clerici, Borghese e Rugiati?
Scopriamolo insieme in questa intervista!

Chef Rubio. Come mai questo nome, credo venga dal tuo cognome, Rubini?

Si, viene dal cognome storpiato dai miei amici. Da lì il fatto di prendersi poco sul serio e scrivere sulla giacca “Rubio” per dissacrare l'importanza che si danno alcune persone con il nome tatuato sulla giacca.

Guarda tutte le foto di Chef Rubio!

Da rugbista a cuoco. Com'è stata questa trasformazione?

Il rugby è un modo di vivere, non è uno sport, è una cosa che ti forma e non ti abbandona. Sono ancora “rugbista” dentro e qualsiasi lavoro avessi fatto dopo, l'avrei portato con me, non c'è nessuna particolarità, non ci vedo nulla di sconvolgente nel fatto che io abbia poi proseguito la mia vita altrimenti.

Lo sport l'hai messo completamente da parte oppure continui a livello agonistico?

Durante la fase invernale non ho più tempo ed energie da convogliare in questo sport che ho praticato per 19 anni, mi lascio qualche ritaglio o d'estate con il beach rugby.

Come è iniziata l'avventura del programma “Unti e bisunti”? Ti hanno scelto attraverso un casting?

No, nessun casting. Mi hanno solo chiamato. Nasce tutto da un mio amico e un blog “fish e chip”, con il quale ho deciso di mettermi in mostra,visto che stavo iniziando la vita da cuoco freelance, facendo dei video più o meno simpatici, prendendo un po' in giro il modus operandi dei cuochi televisivi. Poi da là qualche casa di produzione ha provato a fare delle cose, dei tentativi un po' sfortunati, non per me ma per loro che non avevano inquadrato bene il personaggio. Successivamente, tramite una signora con cui collaboro, sono stato messo in contatto con Dmax per un format che abbiamo studiato insieme e che avevano ritagliato sulla mia persona, quella di cuoco errante, in giro per l'Italia, quello che avrei fatto anche se non ci fossero stati loro. Mi sembrava una cosa carina farlo gratis, girare e mangiare a spese degli altri.

Come è strutturato “Unti e Bisunti”, me ne vuoi parlare?

Il sottoscritto si presenta in una città, e dopo aver dato un'infarinatura generale allo spettatore su quello che andrà ad incontrare, lo mostrerà con un crescendo di assaggi sempre più importanti fino al momento in cui incontrerà un maestro di cibo di strada, che arriverà a conquistare il suo palato. Tra il cuoco errante e il maestro nasce una sfida che non ha nulla a che vedere con quelle di stampo americano denigratorie. É molto ironica, conviviale, e una volta decretata la sfida., si parte alla caccia degli ingredienti con più o meno incidenti di percorso, fino alla fase conclusiva in cui una giuria popolare stabilirà chi sarà il migliore. Ci sarà un vincitore, uno sconfitto, ma anche un pareggio.

Il “cibo di strada” più goloso che hai assaggiato in questo tour?

Non è un solo piatto, parlo di regione, la parte del centro-sud e sud: Napoli, Catania e Palermo, comunque la Sicilia, direi, mi ha dato più soddisfazione.

Perchè?

Sono sapori che non avevo mai provato, in alcuni casi, o in altri li avevo provati ma non in loco, materie prime eccellenti, preparati con molta cura. Vale la pena andare in questi posti ed assaggiare.

Sfataci qualche mito! Dicci che il fritto non fa ingrassare!

Quelle sono tutte convinzioni dettate dal fatto che prima non si sapeva friggere in una determinata maniera, adesso con la conoscenza e alcuni accorgimenti del caso è possibile anche fare una frittura sana se si rispettano la temperatura dell'olio, quella del pezzo che si va a friggere, la quantità dei pezzi che vengono immersi, un sacco di piccole cose che rendono la frittura più inebriante del bollito, poi dipende da come si fanno le cose: se si frigge con olio sbagliato a temperatura sbagliata è altamente nocivo.

Qual è la temperatura ideale?

Dipende dall'olio che si usa. Quello di arachide ed extra vergine sono ideali per friggere. Hanno un punto di fumo più alto degli altri e si differenziamo comunque l'uno dall'altro perchè con il primo avrai un sapore più neutro, con il secondo il pezzo fritto saprà più di oliva. Dipende dalle esigenze della frittura

Il programma non è ancora iniziato ma stai avendo già molto successo. Pensi sia dovuto al tuo gradevole aspetto fisico o a cosa? Se fossi stato meno “carino”, pensi ti avrebbero comunque scelto?

Sicuramente la mia persona ha inciso molto: riesco ad essere serio e “cazzone” in egual maniera, inoltre il lavoro quotidiano e quello fatto a monte da chi mi sta intorno è riuscito ad esaltare le mie qualità. Io esistevo anche prima di questo programma, ma questa attenzione non la devo a me ma a chi mi sta intorno che ha permesso che si creasse il personaggio.

Lo sai che diventerai il nuovo sex simbol culinario di Discovery? Forse prenderai il posto di Alessandro Borghese. Che ne pensi?

Ci vuole poco!

Vedo che sei un po' critico nei confronti dei programmi tv e dei tuoi “colleghi”.

Non guardo la tv da anni però vengo informato tramite internet e sinceramente tutti i programmi che propinano al pubblico italiano sono deleteri per la cucina italiana. I grandi cuochi non sono di certo in televisione. Anche io non è che mi posso tirare fuori dalla cosa, se uno vuole prendere esempio dai grandi cuochi deve andare nei loro ristoranti non guardare la televisione. Quello che questo programma darà alle persone sarà solo invogliare a mangiare, girare, viaggiare e conoscere e basta. Non ci saranno lezioni di alcun tipo, saranno solo dimostrative. Quelle viste fino ad adesso sono solo degli show, poi ci sono personaggi di spicco di cui non si può criticare la loro capacità tecnica, quello che fanno passare come messaggio è la sfida, l'annientamento della persona, mentre la cucina è convivialità, passione, amore e nient'altro.

Tra Simone Rugiati, Benedetta Parodi, Alessandro Borghese e Antonella Clerici, con chi andresti volentieri a cena e con chi assolutamente no?

Tra i 4 con una delle due, ma per fare due chiacchiere, fra Parodi e Clerici preferisco la Clerici, la Parodi “manco in cartolina”! La Parodi l'hanno messa là perchè è la sorella di...., la Clerici perchè è un'ottima presentatrice e mangiatrice, non la ritengo una cuoca, rispetto alla Parodi magari due risate te le faresti a tavola. Con Rugiati e Borghese mai, non sono lo stereotipo di persona-amico con cui andrei a prendere una birra, mi darei malato!

Il tuo mito in cucina?

Alessandro Breda. Non ama stare sui rotocalchi, in tv sulle copertine, è uno dei cuochi più forte che c'è in Italia adesso.

Hai mai pensato di aprire un ristorante?

Non è nei miei progetti futuri. Sono agli inizi, lo trovo ancora un punto di arrivo per alcuni versi e un punto di partenza per altri. Preferisco ancora imparare, farei la cucina che ho imparato fino ad adesso ed è ancora troppo poco per me.

Sei chef freelance?

Si, mi è capitato di farlo in musei, ristoranti, show cooking, mi muovo dove imi ispira la situazione. Dopo aver frequentato la scuola ALMA di Gualtiero Marchesi ho deciso che questa era la mia strada.

Ti ringrazio molto.

Grazie a te!

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