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Come smaltire l'olio di frittura usato?

A detta dei medici nutrizionisti non è molto salutare, ma tutti sappiamo che molte pietanze che prevedono la frittura in olio sono stuzzicanti e gradevoli. Un esempio per tutti sono le patatine fritte, che piacciono alla stragrande maggioranza delle persone. Per limitare i problemi che possono portare i residui di frittura, è assolutamente consigliabile utilizzare l’olio di frittura una sola volta. E di quello usato che si fa? Vediamo ora quindi come smaltire l'olio di frittura usato nel migliore dei modi.

Un problema da non trascurare

Si calcola che ogni anno gli italiani utilizzano, per friggere i cibi, quasi 300.000 tonnellate di olio. Questo olio, che oltretutto contiene residui di frittura dannosi per la salute, è in grado di inquinare quantità elevatissime di acqua. Basti pensare che 1 solo litro di olio può contaminare 10 tonnellate di acqua. Oltretutto, la miscela di acqua e olio è piuttosto difficile da depurare. Per questi motivi è estremamente importante evitare assolutamente di gettare l’olio usato per la frittura nel lavandino, anche se la cosa appare sicuramente la più “comoda”.

Per i ristoranti, le trattorie e le mense la raccolta dell’olio usato è già un obbligo di legge. Più difficile è il controllo delle singole famiglie che però, essendo numericamente molto superiori ai ristoranti, pur facendo ciascuna un uso quantitativamente inferiore di olio, alla fine possono incidere notevolmente sull’inquinamento.

È quindi indispensabile che chi si occupa della cucina abbia la buona abitudine di pensare a come smaltire l'olio di frittura usato.

Tutto sommato si tratta di un procedimento molto semplice. È sufficiente un contenitore sufficientemente capace (5 o 10 litri sono più che sufficienti) tappabile, per evitare che il suo odore possa invadere i locali. Questo contenitore sarà adibito alla raccolta dell’olio esausto. Quando si frigge, una volta terminata la cottura e lasciato raffreddare l’olio, lo si mette nel recipiente succitato, aiutandosi con un imbuto. Una volta che il contenitore è pieno, lo si porta presso i centri di raccolta. Normalmente questi sono gestiti dall’azienda municipalizzata che si occupa della nettezza urbana. In alternativa, esistono anche enti appositi di recupero dell’olio vegetale usato dei quali potrete conoscere l’indirizzo di quello più vicino alla vostra abitazione tramite internet o il comune stesso.

Una volta raccolto da questi centri, l’olio è inviato ai centri di trattamento che potranno ricavarne prodotti per saponi, biocarburanti e lubrificanti.

Dal 2001, in Italia, queste operazioni sono monitorate e controllate dal Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti (CONOE).

L’olio di frittura non è un concime!

Tra le varie ipotesi su come smaltire l'olio di frittura usato ne circola una certamente errata che va subito bocciata. Gira, infatti, voce che l’olio di frittura possa essere usato come concime, versandolo nei campi. Ebbene, questa notizia è totalmente priva di fondamento! Oltre ad esserci la possibilità che, a lungo andare, possa intaccare le falde acquifere, l’olio esausto non aiuta assolutamente le piante a nutrirsi. Anzi, può formare, su terreni e su acque, uno strato superficiale in grado di alterare il contributo naturale dei raggi solari e la funzionalità delle radici delle piante nell’assorbimento delle sostanze nutritive.

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