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Grom venduto a Unilever: il 'gelato di una volta' non è più italiano

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Grom, il marchio italiano del 'gelato di una volta', è stato ceduto alla multinazionale Unilever, il colosso che già detiene la proprietà di Algida e Magnum con un business di 50 miliardi di euro. L'affare è stato annunciato nella serata di giovedì 1 ottobre. Un'operazione eccezionale per la società italiana, fondata nel 2003, che oggi fattura 30 milioni di euro. Un'inezia in confronto a Unilever.

Matteo Renzi che mangia il gelato di Grom per rispondere all'Economist

La storia di Grom inizia per caso, grazie all'annotazione del presidente di Slow Food, Carlin Petrini, sul fatto che non esistevano più gelati artigianali. Così Guido Martinetti, enologo, e Federico Grom, esperto di marketing, avviano il progetto per creare un prodotto con ingredienti di prima qualità, seguendo il dettame del 'gelato come una volta'. La prima gelateria apre a Torino, in poco più di 12 anni il marchio Grom arriva a New York e a Tokyo con un totale di 67 punti vendita. Il successo è molto legato anche alla grande capacità comunicativa di Federico Martinetti, tanto che negli anni scorsi Silvio Berlusconi lo avrebbe voluto in politica al suo fianco. Grom, nonostante la produzione di vasta scala, è riuscito a conservare l'icona del 'fatto in casa', grazie all'impiego di prodotti di qualità.

"Pensiamo che questo sia un buon matrimonio", hanno detto Federico Grom e Guido Martinetti in un'intervista a 'La Stampa' il giorno dopo l'accordo con Unilever. I due fondatori hanno anche garantito che resteranno alla guida dell'azienda, cambierà solo il fatto di confrontarsi con un unico socio. "Se Unilever ha comprato Grom è perché lo considera una gemma rara e preziosa. Avrà ogni interesse a proteggere e valorizzare questo gioiello, non certo a cambiarlo", assicura la coppia di imprenditori, allontanando l'ipotesi di un cambio di qualità. Insomma, l'obiettivo resta quello di "portare il gelato italiano nel mondo". Anche se quell'italiano avrà un sapore un po' più di multinazionale.

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