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Le castagne: proprietà nutritive e benefici

Con l’arrivo dell’autunno, sui banchi dei fruttivendoli riscopriamo uno dei frutti secchi più squisiti e richiesti della stagione, parliamo delle castagne. L’albero proviene dalla famiglia delle Fagaceae, a foglie caduche e nel periodo autunnale, da settembre a dicembre, lascia cadere i suoi frutti spontaneamente. In realtà, le castagne costituiscono il seme della pianta , ma non il frutto che è rappresentato dal loro involucro di protezione, il riccio.

Coltivazione

La cura del castagno avviene, come la maggior parte delle piante, tutto l’anno. Le raccogliamo per circa 4 mesi, da settembre a dicembre. Dopo la raccolta delle castagne, i rami delle piante vengono potati anche se, in genere, quest’operazione viene effettuata di rado, ogni 5 o 10 anni.

Gli innesti si effettuano in primavera dai rami tagliati nella potatura e d’ inverno le piante vengono ripulite da foglie, ricci, muschio che potrebbero creare ostruzione allo sviluppo della pianta stessa.

Tipologia

Abbiamo varie tipologie, ma le più conosciute sono i Marradi, di Montella in provincia di Avellino e del Mugello.

Proprietà nutritive e benefiche

La castagna, per metà è costituita da acqua e contiene una serie di sali minerali e vitamine utili per il nostro organismo come il ferro, potassio – utile per i muscoli - calcio, fosforo – utile per la formazione del tessuto nervoso - sodio – coadiuvante della digestione. Rappresenta un alimento molto nutritivo grazie alla presenza di carboidrati, circa il 45%. La presenza di amido, che durante la cottura si trasforma in zuccheri, fornisce alle castagne quel suo sapore dolce caratteristico. La castagna è molto utile in casi di anemia, inappetenza, per aiutare l’intestino, grazie alla numerosa presenza di fibre. Contiene anche molte vitamine come la A, B1, B2, B3, B5, B6, B9, B12, C, D.

Lo sapevi che…

Molti li chiamano marroni, altri castagne, ma c’è una differenza tra questi due frutti o rappresentano la stessa cosa? In genere, parliamo di castagna quando questa deriva dalla pianta spontanea, selvatica; si parla di marroni, se il frutto deriva da alberi coltivati.

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