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Masterchef 5, Cannavacciuolo è il valore aggiunto tra "casi umani" e l'ottimo montaggio

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Ieri, 17 dicembre 2015, ha debuttato su SkyUno la quinta stagione di Masterchef. La forza rodata del talent culinario ha però calato il vero asso: Antonino Cannavacciuolo. Il quarto giudice ha stupito tutti, occupando con forza e convinzione il suo ruolo ma soprattutto distaccandosi dai colleghi. Uno stile diverso, concreto, poco "fighettino".

Lo chef bada alla sostanza e non si fa intenerire dalla "pancia" del concorrente ma guarda cosa mette nel piatto. Cracco, Barbieri e Bastianich lo rispettano e lui non scompare anche se i concorrenti gli preferiscono (per il momento) i tre più noti. Insomma il format ha un'identità precisa ma i modi spicci (a volte anche calorosi) della new entry vanno a svegliare il pubblico e i colleghi.

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Il resto è già di per sè forte e si conferma, Masterchef convince grazie all'attento montaggio e alla confezione. I casting hanno funzionato tra personaggi e "casi umani" con l'obiettivo di raccontare una storia e non solo un piatto. L'ex anoressica Alida, la sindacalista Lucia, la farmacista sopre le righe, l'albanese che non vuole discriminazioni, il dottorando in filsofia, un karateka e molti altri.

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Ora sono in quaranta e nella prossima puntata si crearà il gruppo di concorrenti in gara. A Masterchef 5 non mancano le contraddizioni, un concorrente viene eliminato per aver usato il dado ma l'ex vincitrice Tiziana Stefanelli lo sponsorizza in tv. Coerenti, no?

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