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Migliori chef italiani: Gambero Rosso premia Vissani e Bottura

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La cucina italiana con le sue fantasie mare e monti, le spezie, gli odori prelibati della terra mediterranea e quelli più freschi della cultura culinaria di montagna, è famosa in tutto il mondo grazie anche ai raffinati chef che diffondono il sapore e il sapere all’estero. La guida del Gambero Rosso, “Ristoranti d'Italia – 2012”, ha scelto, tra i migliori chef italiani, Gianfranco Vissani e Massimo Bottura, come capilista dei 100 cuochi più interssanti ed eccellenti del momento con 95 punti su 100. Ma conosciamoli meglio.

Gianfranco Vissani

Classe ’51, Vissani è uno di quei cuochi che, oltre alle sue destrezze in cucina, è famoso anche per essere uno showman sulle reti televisive italiane. Lo abbiamo visto ingegnarsi tra i fornelli della “Prova del Cuoco” e a “Domenica In” tra il 2000 e il 2005. Esperto ed appassionato di cucina, il cuoco umbro comincia la sua esperienza nella sua regione, e precisamente a Spoleto, presso la Scuola Alberghiera di Stato, dove comincia ad avvicinarsi all’arte culinaria.

Grazie alle sue permanenze all’estero ha anche la possibilità di conoscere molti chef di prestigio come Ramponi, Rispoli, Gavina che saranno suoi mentori. La sua cucina è un perfetto equilibrio tra l’internazionalità e i sapori, e l’ingegno tutto italiano del territorio, per creare matrimoni culinari davvero eccellenti.

Molti i riconoscimenti ottenuti, ma il suo amore principale l’ha dedicato al “Ristorante Vissani”, in Località Cannitello, Frazione di Civitella Del Lago in provincia di Terni, ripreso nel ’73, dopo la nascita dieci anni prima, per mano di suo padre, Mario Vissani

Massimo Bottura

Nato come grossista di prodotti petroliferi, all’età di 24 anni decide di dedicarsi alla sua passione per la cucina e risistemare le sorti di una trattoria a Campazzo, una frazione di Nonantola in provincia di Modena. Qui ha la possibilità di dedicarsi alle bontà culinarie emiliane. Anche Bottura, come Vissani e molti cuochi di fama mondiale, si avvicina alla cucina internazionale, in particolare a quella francese di George Cogny, con cui lavora a stretto contatto, e a quella americana.

Nel 1995, dopo il soggiorno a New York, torna a Modena per mettere su la sua Osteria Francescana, in cui propone una cucina alternativa che parte dalla base degli ingredienti, dalle materie prime per poi rimodellarle e creare dei piatti esclusivi e creativi. Vari i riconoscimenti ottenuti, come le due stelle Michelin per il suo ristorante, la prima nel 2002, la seconda nel 2006.

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