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Non fare ammuffire il pane: ecco come conservarlo

Capita spesso di comprare troppo pane rispetto a quanto ne consumiamo. E allora come conservarlo per evitare che ammuffisca? Ci sono alcune semplici regole che possono consentire il raggiungimento di questo “obiettivo minimo”. E, nella peggiore delle ipotesi, c’è sempre un’altra soluzione: cucinarlo prima che vada a male. Prima comunque vediamo come scongiurare tutto ciò.
    Dal web Wikipedia

I diversi tipi di pane, la conservazione ideale

Il pane va conservato a una temperatura media, intorno ai 20°C. Per questo è meglio riporlo in un luogo asciutto sia di inverno che d’estate. In ogni caso soprattutto quando le temperature sono elevate è necessario prestare maggiore attenzione, in quanto il processo di deperimento dell’alimento potrebbe essere velocizzato. Tuttavia, non pensate di mettere il pane in frigo per conservarlo contro il caldo. La creazione di condensa, infatti, finisce per facilitare la formazione di muffa. Inoltre esistono varie modalità di conservazione di questo specifico alimento. In genere è opportuno lasciarlo laddove si trovava già. Per esempio se il pane era in una confezione di plastica, bisogna lasciarlo lì: chi lo ha prodotto ha pensato anche al “dopo”. Ciò accade in particolare per le produzioni su vasta scala, quindi con il pane che compriamo al supermercato già confezionato. Il panettiera artigianale, invece, ha un altro approccio: avvolge l’alimento in una carta, suggerendo di non tirarlo fuori se non a a tavola. I fattori esterni possono portare un’alterazione del sapore. Per conservare una croccantezza quasi intatta, infine, è consigliabile avvolgerlo anche nella carta stagnola e poi inserirlo nella carta data dal panettiere.
    Dal web Wikipedia.it

Meglio congelare il pane...

Infine chi eccede nell’acquisto di pane, può tranquillamente conservarlo in freezer, congelandolo. In tal caso è importante tagliarlo a fette, in modo tale da prendere ogni volta solo la quantità che pensiamo di consumare.
Ricordate: è molto meglio congelarlo che lasciarlo fuori per giorni interi con la conseguente perdita anche della fragranza. L’ultima avvertenza riguarda lo scongelamento: deve preferibilmente avvenire in maniera naturale.

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