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Report, l'inchiesta sulla pizza scatena la polemica sul web: "diteci come si fa quella buona"

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Amanti della pizza nel panico dopo l'inchiesta di Report su Rai 3, che ha distrutto anche le ultime certezze in fatto di genuinità di uno dei prodotti più amanti e consumati dal popolo italiano e non solo. La pizza, che ci rende famosi in tutto il mondo ed è ormai simbolo del nostro paese, potrebbe essere fonte di morte o quasi. L'idea che un prodotto locale così amato, esaltato nella sua cottura a legna, per cui esistono competizioni e premi, possa essere nocivo per la salute mette quasi paura, tanto che la stessa conduttrice di Report spiega che questa inchiesta vuole solo aiutare a migliorare i prodotti delle pizzerie italiane, sottolineando quanto sia buona la pizza e ottimo il lavoro dei pizzaioli.

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Andando nel fondo dell'inchiesta di Report sulla pizza si arriva a comprendere che il problema potrebbe essere, in fondo, di facile soluzione e che interessa solo chi non è capace a fare una vera pizza. L'inchiesta parte infatti da richieste semplici come la tipologia di legno utilizzata per la cottura e la pulizia del forno e del piano dove la pizza viene appoggiata puntualmente. La prima incrinatura nel metodo arriva subito quando si osserva il fumo che si crea all'interno del forno, formato dalla legna, come affermano i pizzaioli, che non sanno però che quel fumo, quanto i residui di farina all'interno del piano cottura che si attaccano alla pizza donandole le tipiche bruciature, sono portatori di molecole cancerogene.

Fortunatamente la soluzione al problema del fumo e delle bruciature in fase di cottura della pizza sarebbe facile, basterebbe pulire attentamente il forno con una certa frequenza, eliminando così i residui di farina in eccesso, ed utilizzare altri tipi di combustibile evitando così gli idrocarburi all'interno del forno. Report attacca, però, anche i cartoni d'asporto della pizza il cui materiale spesso non è a norma di legge, cioè di sola pura cellulosa, ma viene realizzato con materiale riciclato. La punta dell'iceberg arriva sicuramente quando si parla di farine e, sembra, che l'inchiesta voglia passare il messaggio che i pizzaioli non sappiano con cosa stiano lavorando, inverosimile che non si conosca la banale differenza tra una farina di tipo 00 e una integrale, nota anche alla meno accorta delle massaie italiane.

L'inchiesta di Report sulla pizza ha scatenato subito la polemica, nonostante le precauzioni della Gabanelli, infatti, in molti hanno commentato il servizio come superficiale, volontariamente sensazionalista e volente creare facile allarmismo e panico nelle persone, quando invece esistono dei professionisti del settore della pizza che sanno fare molto bene il loro mestiere. L'idea finale è che, probabilmente, questa inchiesta va a spiegare come non fare una buona pizza, mentre le eccellenze italiane nel settore dimostrano che la buona pizza in Italia esiste e la si può gustare anche dietro l'angolo di casa, con metodi assolutamente sicuri, frutto di una lunga tradizione e realizzata con ingredienti sani e genuini, che la rendono uno dei prodotti più tipici della nostra cucina e maggiormente apprezzati in tutto il mondo.

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