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Le ricette sarde: le dolci sebadas con miele amaro del sud Sardegna

Sebadas in Campidano e nel sud della Sardegna, Sevadas nel nuorese e Seadas al nord. Con questi tre nomi si indica ancora oggi in Lingua Sarda uno dei dolci più caratteristici della tradizione culinaria isolana, quello che rappresenta il vero e proprio simbolo di festa e di ricongiunzione familiare. Infatti la Sebada è diffusa sia in ambiente pastorale che contadino, e tra le ricette sarde relative ai dolci, si tratta di una delle più facili da realizzare in cucina, basta avere gli ingredienti giusti.

Tuttavia, ogni zona o paese della Sardegna presenta una ricetta differente: qui presentiamo la variante relativa allla preparazione delle Sebadas secondo la tradizione di alcuni centri del Campidano e del sud dell'isola.

Ingredienti per 4 persone

  • 500 gr di semola fina di grano duro
  • 3 cucchiai di strutto
  • 3 uova fresche
  • sale
  • 1 Kg di pecorino sardo fresco (acido, non stagionato)
  • 1 limone (o arancia)
  • Olio extravergine di oliva
  • Miele amaro di corbezzolo

Preparazione

Impastare la semola con le uova ed aggiungete un pizzico di sale. Quindi mettete lentamente lo strutto e lasciate riposare il tutto, meglio se coperto con un panno, per almeno mezz’ora. Per quanto riguarda il ripieno è necessario grattugiare il pecorino sardo, meglio se di qualità acidula, e mischiarlo con la scorza di limone o dell'arancia.

Poi la pasta va stesa e da questa bisogna ottenere almeno 8 dischi: due per ogni sebada. Quindi si prende un disco, lo si ricopre di impasto, stando attenti a lasciare un po’ di spazio nei bordi e lo si richiude con l’altro disco. Una volta ottenuti 4 "ravioloni" questi vanno fritti con s’ollu ermanu, ovvero con l’olio extravergine di oliva. Servire ben calde e cosparse di abbondante miele amaro di corbezzolo.

Tempo di preparazione: 1 ora

Tempo di cottura: 5 minuti

Difficoltà: facile

Il consiglio in più

Durante la frittura sarebbe meglio non girare la sebada ma versarle sopra con un cucchiaio l’olio bollente in modo che essa si gonfi e il formaggio si squagli. Per il miele, la tradizione sarda preferisce quello amaro di corbezzolo, in modo da creare quel gioco di sapore dolce amaro tipico della Sardegna. Accompagnare con un vino bianco: moscato di Tempio, vernaccia di Oristano e malvasia di Cagliari o Bosa.

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